LA BANCA DELLE BANCHE

Finché il credito bancario si limita a facilitare la redistribuzione del potere di acquisto da coloro che hanno risparmiato ed hanno accumulato moneta a coloro che, per una qualsiasi ragione hanno bisogno di acquistare in misura maggiore di quanto non consenta la quantità di moneta di cui dispongono in proprio, l’azione delle banche non intacca il valore o potere di acquisto della moneta.

Se però le banche si trovano nella necessità di ricorrere all’istituto di emissione (banca centrale, n.d.r.), perchè hanno bisogno di biglietti (banconote, n.d.r.) con i quali far fronte alle domande di rimborso dei depositi, vuol dire che esse restituiscono con quei biglietti somme di denaro che avrebbero già dovuto incassare da coloro ai quali hanno fatto prestiti.

Questo indizio rivela la mancata corrispondenza nel tempo fra la giacenza dei depositi e la durata delle operazioni di prestito delle banche. Se l’istituto di emissione aiuta le banche e concede ad esse nuovi prestiti di biglietti, esso determina una creazione di nuova moneta senza che vi sia stata una preventiva maggiore produzione di beni. In questo caso il credito bancario ha funzionato come stimolo all’aumento della emissione di moneta e allo svilimento del suo potere di acquisto.

E’ necessario dunque che il credito bancario sia limitato, per impedire che si svilisca il potere di acquisto della moneta, la cui stabilità è garanzia di giustizia distributiva non solo per chi risparmia, ma per la collettività tutta intera che esercita la sua attività economica nel tempo.

( Giuseppe Di Nardi, 1957 )

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